Se volessi approfondire l’argomento ti consiglio la lettura “bonus ristrutturazione”. Non possono essere detratti mobili o elettrodomestici usati, di seconda mano o vintage. Da qualche anno, obbligatoriamente, su alcuni elettrodomestici deve essere applicata una etichetta che indichi i consumi e una classe di merito. Difatti per agevolare la comprensione, è stata realizzata una scala alfabetica, dove con A+++ si indica l’elettrodomestico più efficiente e con G quello che consuma di più.
La classe energetica è indicata sull’etichetta energetica obbligatoria applicata al prodotto e presente nella scheda tecnica. Per il 2026 servono almeno la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la classe F per frigoriferi e congelatori. Occorre realizzare degli interventi oppure è possibile ottenere il bonus senza ristrutturazione? Qual è il tetto massimo detraibile e quando è possibile applicare l’iva al 10% sugli acquisti. Un’avvertenza particolare riguarda proprio il tetto di spesa e l’utilizzo dell’incentivo in più anni. Se il bonus era stato usato in detrazione già nello scorso anno grazie a lavori edilizi relativi al 2024, è necessario detrarre la quota dei relativi acquisti dai 5.000 euro del 2025.
LA DETRAZIONE
Ricorda di pagare con strumenti tracciabili e di conservare la fattura dettagliata. Rientrano invece nel bonus anche le spese accessorie di trasporto e montaggio dei mobili acquistati, purché il pagamento avvenga con le modalità corrette che vedremo più avanti. Se paghi 200 euro per la consegna e il montaggio di un armadio, anche quella cifra concorre al tetto di 5.000 euro ed è quindi detraibile al 50%. La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di compravendita dell’immobile. Quindi, in questo secondo caso, il credito rimane in testa a colui che ha acquistato i mobili.
In che cosa consiste il bonus mobili?
Se manca il codice fiscale, la detrazione è comunque ammessa se in esso è indicata natura, qualità e quantità dei beni acquistati e se esso è riconducibile al contribuente titolare della carta in base alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora). Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano arredi per la propria abitazione.
Per richiedere il bonus mobili e grandi elettrodomestici nel 2025 è necessario, pertanto, che i lavori di ristrutturazione edilizia siano iniziati non prima del 1° gennaio 2024. Il tetto massimo di spesa detraibile per il 2026 resta fissato a 5.000 euro per ogni unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Su questo importo si applica una detrazione del 50%, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Chi spende, ad esempio, 4.000 euro per arredare la cucina rinnovata avrà diritto a una detrazione complessiva di 2.000 euro, suddivisa in dieci anni. Un altro punto che devi conoscere bene prima di scoprire cosa rientra nel bonus mobili 2026 è il tetto massimo di spesa.
È importante sottolineare che gli interventi che producono il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti di energia alternativa, nel caso di fruizione di detrazioni fiscali, producono specifici obblighi di trasmissione. Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo. Viceversa, in pochissimi sanno che è necessaria per gli elettrodomestici.
Comunque hai diritto al bonus mobili ed elettrodomestici anche qualora avessi ceduto il bonus ristrutturazione o effettuato lo sconto in fattura sulle spese di ristrutturazione. Nel caso di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, per l’individuazione del limite di spesa per l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori. L’importo massimo del bonus mobili 2025, pari a 5.000 euro di detrazione fiscale, si riferisce a ciascuna unità abitativa interessata dai lavori. Infine, la legge di Bilancio non stabilisce un particolare limite di ISEE per la richiesta del bonus mobili 2025. Rientrano tra i lavori validi la manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari, il restauro e il risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia, oltre ad alcuni interventi su parti comuni condominiali quando riguardano l’intero edificio.
Bonus mobili e Bonus elettrodomestici
- È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente.
- La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato il bonus mobili anche per il 2026.
- Il tetto di 5.000 euro si applica a ogni singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione.
- Per avere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito.
- I mobili componibili (basi, pensili, colonne, top) rientrano nel bonus come normali mobili.
- L’incentivo si concretizza in una riduzione dell’Irpef da spalmare per un periodo di 10 anni per agevolare l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati all’arredamento di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione.
I mobili componibili (basi, pensili, colonne, top) rientrano nel bonus come normali mobili. Gli elettrodomestici incassati (forno, frigorifero, lavastoviglie, piano cottura) rientrano solo se rispettano la classe energetica minima prevista. Se il forno incassato è in classe A, ad esempio, è detraibile; se è di una classe inferiore, quella parte di spesa va esclusa dal calcolo. Il bonus si può richiedere mediante detrazione ai fini dell’Irpef per i 10 anni successivi a quello dell’acquisto.
Si stabilisce che la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in caso di interventi di ristrutturazione si applica anche per le spese sostenute nel 2026 e con lo stesso limite di spesa detraibile di 5.000 euro previsto per il 2025. In particolare, il comma 2, dell’articolo 16, del decreto legge 63 del 2013 prevede che i contribuenti che fruiscono della detrazione Irpef per lavori di recupero del patrimonio edilizio possano beneficiare di un’ulteriore detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. La nuova legge di Bilancio ha prorogato il bonus mobili per tutto il 2025, lasciando invariati, rispetto al 2024, i limiti di spesa e il perimetro di detrazione fiscale.
- Un’avvertenza particolare riguarda proprio il tetto di spesa e l’utilizzo dell’incentivo in più anni.
- Si stabilisce che la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in caso di interventi di ristrutturazione si applica anche per le spese sostenute nel 2026 e con lo stesso limite di spesa detraibile di 5.000 euro previsto per il 2025.
- Per il quadro completo delle detrazioni casa 2026 — aliquote 50% e 36%, massimali, cumuli — il riferimento resta la nostra guida alle detrazioni 50% e 36% e la fotografia dei costi di ristrutturazione al mq, utile per pianificare l’intero budget, cantiere e arredi compresi.
- Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti.
- Gli interventi finalizzati al risparmio energetico (ecobonus) non danno diritto al bonus mobili e grandi elettrodomestici.
- Vediamo inoltre le istruzioni per la dichiarazione 2026 anno di imposta 2025 e quinid il bonus per le spese sostenute lo scorso anno che vanno detratte nella attuale dichiarazione dei redditi.
Bonus mobili: quando è possibile sfruttarlo?
Inversamente, non occorre che le spese di ristrutturazione siano state sostenute prima di quelle necessarie all’arredo dell’abitazione. Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di spesa va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione. Quando acquisti una cucina componibile completa, devi distinguere due parti.
A titolo esemplificativo, rientrano tra i mobili agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. In caso di deposito di un titolo edilizio da parte di un architetto, geometra o ingegnere (SCIA o CILA), sarà sufficiente conservare il modello dell’atto. Qualora la ristrutturazione non richiedesse questa documentazione, sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Tra le poche soluzionifiscali rimaste a partire dal 1° gennaio 2025, la Legge 30 dicembre 2024,n. 207 (Legge di Bilancio 2025) ha inserito un nuovo contributoche servirà per l’acquisto di un solo elettrodomestico. Inoltre, non è richiesto espressamente il bonifico parlante, vincolante invece per il pagamento dei lavori di ristrutturazione.
Requisiti per accedere alla detrazione elettrodomestici
Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio. È una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.
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63 del 2013, ed inizialmente riferita alle spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013, è stata da ultimo prorogata dall’art. Se le spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio sono state sostenute, ad esempio, soltanto da uno dei coniugi e quelle per l’arredo dall’altro, il Bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due. Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, è possibile fruire di una detrazione del 50% calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per il 2026, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Un caso particolare riguarda le giovani coppie, per le quali sono previste condizioni specifiche che nel tempo sono cambiate. Se rientri in questa categoria, ti invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato al bonus mobili giovani coppie 2026, dove spieghiamo cosa è cambiato e quali agevolazioni restano disponibili. Per beneficiare del Bonus mobili è, pertanto, necessario che l’intervento sull’abitazione sia riconducibile almeno alla manutenzione straordinaria, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
Rispettando tutte queste prescrizioni, la detrazione può essere fruita anche nel caso di mobili e grandi elettrodomestici acquistati all’estero. La detrazione è ammessa anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.
La norma prevede, infatti, che i pagamenti welle bonus debbano essere tacciabili e regolati da bonifico postale o bancario, da carta di credito o di debito. Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme all’indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura. Si, la sostituzione della caldaia rientra tra gli interventi di “manutenzione straordinaria”. È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente. Per il Bonus mobili ed elettrodomestici 2025 previste detrazione del 50%, limiti di spesa, requisiti e scadenze per usufruirne.